martedì 12 luglio 2016

Vivere in provincia

Sono nata in un piccolo paesino e ora vivo in una paesone. Sembra che non sia cambiato nulla.
Certo, qui ci sono i negozi, tante macchine, persone in tiro che passeggiano, ma è pur sempre un paesone.
Io sono "di fuori" e il fatto che la mia fetta di felicità io me la stia prendendo qui offende qualcuno. Così pare. Pare che il blog sia addirittura offensivo.
Spero che la persona che così lo giudica smetta di leggerlo, non era e non è mia intenzione offendere nessuno e non si può pensare di applicare il proprio modo di pensare alla vita degli altri.
Per alcuni esiste l'amore (ma conosceranno quello vero e puro?) o l'odio, e non si capacitano di come una persona possa andare avanti con la propria vita guidata da un altro sentimento:la gratitudine.
Un sentimento che ti permette di guardare al passato con un sorriso, felice dei momenti vissuti, profondamente sicura che la vita va proprio nella direzione in cui deve andare e quando una porta si chiude è perchè proprio doveva essere così.
Il mio parlare di LIBERTA'non può essere letto da tutti allo stesso modo, pare che questa parola spaventi qualcuno.
La mia profonda libertà di vivere la mia vita assumendomi la responsabilità di quello che faccio è inalienabile, nessuno può sindacare le mie azioni, peraltro sempre, a mio avviso, rispettose del prossimo.
Pertanto chiunque cerchi di leggere il mio blog cercando "il pelo nell'uovo" può usare il suo tempo per altre faccende, magari per osservare la propria vita e chiedersi perchè in fondo in fondo invidia la mia.

martedì 21 giugno 2016

Dall'altra parte

Poi si arriva dall'altra parte, dopo un lungo cammino accidentato in cui utilizzi tutte le forze che hai, fino a vedere di nuovo la luce fuori.
Quanta fatica esplorarsi, sopratutto quando gli altri intervengono con commenti e consigli non richiesti, rendendo il lavoro doppiamente faticoso: capirsi e non farsi sviare dal giudizio altrui.
Per fortuna riesco sempre a mantenere la mia autonomia di pensiero.
E' iniziata la mia nuova vita, in una casa di una zona popolare, casa che sento più mia che mai, piena di luce, con due terrazzini dai quali ammiro le stelle la sera e la luna, quando c'è.
Pazienza per i mobili vetusti, il lavandino dei Puffi, qualche crepa sui muri, dover di nuovo fare i conti al centesimo per arrivare a fine mese: questa casa significa LIBERTA'.
E' stata dura, ma sono riuscita a riprendermi in mano la mia vita, e da una decisione sofferta stanno nascendo belle opportunità di crescita.
Durante il trasloco, fatto quasi interamente da sola, mi sono rovinata le mani, sembravano quelle di un muratore, la fatica certi giorni è stata quasi insopportabile, e pure sarei dovuta stare a riposo visto che avevo fatto la terapia con lo iodio radioattivo, ho tenuto duro.
La motivazione è stata talmente forte che sono arrivata dove volevo.
Il mio nuovo cammino sulle mie sole gambe è iniziato. Ho riacquistato serenità, libertà di fare ciò che ritengo giusto, senza dover essere diversa da quello che sono.
Ci sono voluti anni di sofferenza, anni nei quali ho cercato di soffocare la mia vera natura, rischiando di perdermi definitivamente.
La vita, fortunatamente, ci dà tutto ciò di cui abbiamo bisogno, dobbiamo solo essere aperti e accogliere ciò che arriva.
Prima di tutto stavolta mi sono accolta, rischiando tutto, anche la faccia.
Lo rifarei 100 e più volte.
Mai rinnegare i propri sentimenti o le proprie sensazioni, per la paura di rompere le convenzioni sociali.
Il mio viso è cambiato, me lo dicono tutti, e pochissimi sanno cosa è successo nella mia vita, il punto è che mi sento bene, davvero bene.
Ora posso ricominciare a scrivere!

domenica 8 maggio 2016

Senza titolo

Certe giornate non hanno nome, come questa, giornate in cui si è contemporaneamente in luoghi diversi, in attesa del taglio definitivo.
Il cielo grigio che ricorda che la vita è una marea di gioia e malinconia e l'ho sempre detto, accolgo entrambe anche quando la mia umanità vorrebbe respingere ciò che fa male.
Nella mia testa un orologio ha misurato giornate di dubbio e domande profonde, le emozioni strozzate tra testa e cuore, ferme in gola, fino a soffocarmi.
Poi ho visto l'azzurro davanti a me, sentito di nuovo che siamo stolti quando crediamo che la vita sia qualcosa di immutabile, la vita è IMPERMANENZA e guai a volersi arroccare in posizioni di difesa, il cambiamento è VITALE.
Per cui, ho cercato dentro di me un coraggio che da qualche parte doveva essere, ho preso la rincorsa e mi sono tuffata.
Spiegherò meglio nei prossimi giorni, mesi.
Ora è tutto in fase di ricostruzione.
a presto!

venerdì 4 marzo 2016

Perchè certi sentimenti sono davvero eterni

La bellezza della nostra esistenza è per me indiscussa, se c'è da soffrire soffro, se c'è da gioire gioisco.
Ogni momento ha la sua intrinseca preziosità, così struggente, a volte, da farmi commuovere. sopratutto quando l'infinito si infila nei miei giorni, all'improvviso.
Il sentiero dell'amicizia l'ho percorso e lo percorro affidandomi come un bambino, fidandomi del mio istinto che mi portava e mi porta a trovare persone a me affini, capaci di guardare nella mia anima senza strapparla, permettendomi di fare altrettanto.
Sono stata molto fortunata, lo affermo senza alcun dubbio.
Era bello, Francesco, stare seduta sulle panchine dei giardinetti, a Macerata, e fantasticare del nostro futuro, parlare della nostra terra lontana, confidarti i miei sfortunati amori, le mie delusioni ma anche i miei entusiasmi.
La nostra amicizia ci ha portato delicatamente lontano, fino ad un altro luogo magico per entrambi. Ritrovarsi sulle Dolomiti è stata una grande emozione e la conferma che i sentimenti veri resistono al tempo, non hanno bisogno di appuntamenti formali, di obblighi, di attese disattese. Ci si ritrova perchè è semplicemente naturale che sia così.
Così come diventa naturale scriverti una lettera, a mano, dopo tante fredde mail, passare una mattina a trovare le parole giuste per continuare a raccontarmi in due fogli fitti fitti di parole.
Si inizia a parlare come se 20 anni non fossero mai trascorsi. Si riallacciano idee, sogni e nuove consapevolezze in continuità perfetta.
Nessuno strappo. Sicuramente più affetto da darsi, più profondo.
E poi c'è un volto che mi è rimasto stampato nel cuore di bambina delle scuole elementari, poi ragazza, poi donna.
Il confine tra amore e amicizia confuso, liquido nel tempo infinito che ci ha separato.
dove sono finiti i giorni l'una senza l'altro?
Abbiamo camminato per trent'anni per ritrovare il suono della nostra voce.
Il tempo ci è stato amico, risparmiandoci i tafferugli tra innamorati e preservando i frutti di una cara amicizia.
Guarderemo di nuovo, un giorno, il sole tramontare a ovest, insieme?
Intanto tengo stretti i ricordi che mi fioriscono nella memoria.

Ogni giorno mi perdo nel candore della vita, vista anche attraverso gli occhi dei miei alunni, coccolata dalle loro parole di miele e mi dico che sono una privilegiata.
Torno io stessa bambina e cerco di asciugare ora le lacrime di allora, per far sorridere gli altri.
" Siete buffe voi due"- ha detto L. oggi a me e alla mia collega.
Gli ho risposto che noi maestre siamo "obbligate" a far ridere i bambini.
Come non dire grazie ad Annalisa, mia amica e complice in questi anni di "apprendistato" per diventare maestra-streghetta.
Mancano giusto tre mesi alla conclusione di questo anno scolastico e nel mese di Maggio starò lontano dalla scuole perchè sarò radioattiva (seguirà post ad hoc)...perciò inizio a fare i miei conti...col sapore della mia piccola grande vittoria: l'aver capito profondamente cosa mi serve per essere davvero felice.

domenica 7 febbraio 2016

Da che parte stai?

Mi ha particolarmente colpito la morte di Giulio Regeni, un altro eroe dei nostri tempi,un "ricercatore di verità", come è stato definito.
Un altro giovane che si batteva per trovare risposte, denunciare abusi e oppressione, agitare le coscienze per illuminare l'oscurità che avvolge questo nostro tempo così difficile.
Credo sia sempre più importante prendere una decisione, dichiarare da che parte si sta e poi agire coerentemente con i propri principi.
Le nostre piccole vite sono strettamente legate alla vita di tutto il genere umano ed è da stolti credere di poter vivere al sicuro nel proprio orticello quando "nei quattro angoli del Paese" (come recita uno scritto buddista) c'è guerra e carestia.
Ognuno di noi deve alzare la testa, sollevare il proprio sguardo, affinare i sensi e capire che direzione prendere per creare valore, per ricostruire la dignità di un intero pianeta.
Ora più che mai c'è bisogno di essere forti e generosi, rispettosi e determinati a combattere contro le ingiustizie.
In Italia in questo momento si sta combattendo una battaglia per il riconoscimento dei diritti civili a tutte le persone, e alcuni politicanti si permettono il lusso di boicottare la richiesta del popolo che li ha eletti, con un vergognoso sfregio alla dignità profonda degli esseri umani.
Popolo moderno governato da oscurantisti medievali.
Italia culla del Rinascimento e insieme ancora ostaggio di menti tribali che negano ferocemente ai propri simili la possibilità di essere.
Italia, Paese in cui la piazza si muove per negare gli altrui diritti, per difendere i delinquenti e coprire i mafiosi, invece di denunciare gli abusi di una politica corrotta.
Italia, splendido Paese che non riesce a ricordare le proprie radici e le proprie lotte per la libertà, ostaggio di pochi individui guidati dai più bassi istinti; Paese nel quale gli onesti devono guardarsi alle spalle, rischiando quotidianamente la pelle, nel senso letterale del termine.
Io so da che parte sto e rinnovo la mia determinazione di ricercare il Vero, sempre; non indietreggio per paura, uso la saggezza ma non arretro.
Mi auguro che sempre più persone decidano di alzarsi da sole, prendendo in mano il proprio destino, creando valore proprio là dove sono, con le proprie peculiarità.
Facciamo della ricerca del giusto la nostra missione, non si può più aspettare.
" Triste il Paese che ha bisogno di eroi", si legge in un murales ad Orgosolo, in Sardegna.
Solo ora ne capisco profondamente il significato.
Grazie a tutti quelli che combattono. Ho bisogno del vostro esempio.

lunedì 11 gennaio 2016

Un nuovo anno

Le vacanze di Natale sono iniziate tra attacchi di panico e mille cose da fare (i primi dovuti alle seconde), con il bel pacco sorpresa di mia suocera con un braccio rotto, il destro, tanto per gradire.
Dopo il Natale qui, sono volata dai miei, a sorbettarmi problemi vecchi e nuovi, per fortuna quattro giorni sono volati. In compenso lì ho dormito tantissimo, ne avevo bisogno.
La cosa più irritante sono state le continue domande da inquisizione delle solite zieddas, donne di una certa età le quali mi incalzavano con domande sul mio avere o non avere figli. Perchè non li hai? Non ne vuoi? Egoista. Non puoi averne? Poverina.
Uno strazio.
Una addirittura mi ha chiesto a bruciapelo: "Sei incinta?".
Forse mi ha visto ingrassata? Bo. D'ora in poi credo darò risposte taglienti.
Nessuno che ti chieda se sei felice ed in buona salute.
Questa sovrastima della maternità l'ho sempre odiata. Dispongo dei miei ovuli come meglio credo e non voglio dovermi giustificare. Perchè proprio le donne hanno questa ossessione?
Capirei più un uomo...mah.

Finalmente il 1 Gennaio (dopo un faticoso ultimo dell'anno) siamo partiti per il mio adorato Sud Tirol.
Breve tappa a Trento, giusto il tempo di visitare i mercatini, ammirare piazza Duomo illuminata e magnifica, il cielo terso alpino e gustare una fetta di torta Linz che non dimenticherò facilmente.
Poi alla volta di Penia di Canazei.
Di nuovo quel mondo che venti anni fa mi ha visto debuttare come cameriera, stesso albergo per anni, e lì sono tornata per rilassarmi.
Albergo Monika, consiglio a tutti di andarci perchè il cuore di Monika e Renato è grande e generoso, mi hanno sempre trattato con affetto e hanno contribuito a rendermi quella che sono.
La Val di Fassa è cambiata in questi anni, ma il fascino rimane.
Ho rivisto le foto ieri sera e appaio davvero felice.
Mi fa lo stesso effetto della Scozia: balsamo per l'anima e per il corpo.
L'aria frizzante e l'odore della neve, il calore delle stube.
Il naso che pizzica, la bocca che fuma, il corpo che si scalda con salite verso le baite.
Autenticità, questo trovo tra i monti.
E stavolta nel candore di un pomeriggio ho ritrovato un caro amico che non vedevo da ben 18 anni. Caro Francesco, ci sarebbe ben altro da scrivere di te e lo farò.
Poi ancora ho assaporato semplicità, realtà, la storia del popolo ladino che già secoli fa era all'avanguardia, l'allegria della gente e la sua sapienza su come vanno le cose davvero.
Per resistere a climi rigidi non si può improvvisare.
La mia sensazione nella realtà in cui vivo tutti i giorni e che tutto sia artefatto, il saper fare si sta perdendo velocissimamente, sostituito da un'informatizzazione che sta disumanizzando tutto. In primis la scuola, ma questo sarà un altro post.

Per ora auguro un Buon Nuovo Anno a tutti!

sabato 19 dicembre 2015

Riflessioni

La settimana scorsa sono riuscita a tornare nel mio amato bosco, mi sono allenata per tre volte, come facevo l'anno scorso, prima che tutta una serie di malanni mi bloccasse.
I miei muscoli devono riacquistare forza, ma rispondono bene.
Mentre camminavo ammirando i colori dell'autunno, ancora aggrappato agli alberi, mi son detta che i più bei ricordi della mia vita sono legati alla montagna e ai boschi.
Il mare lo adoro, ma in definitiva le maree mi riportano solo ricordi di amori malinconici mai sbocciati davvero.
I ricordi montani sono invece legati a leggende di fate, laghi arcobaleno, cerbiatti, e io che per anni ho goduto di paesaggi incantati nel cuore delle Dolomiti, nel pieno della mia gioventù, con il cuore stracolmo di sogni.
Sono passati vent'anni da allora e ho rincorso certe idee di me che man mano stanno sbiadendo, emerge con gli anni la persona che sono davvero, che voglio essere davvero.
Sfrondo i rami e ritrovo essenzialità.
Una metamorfosi quotidiana.
Mi guardo intorno e scelgo a chi ispirarmi, colgo differenze, le rispetto ma allo stesso tempo scelgo altro. Cerco similitudini, semplicità, passione di persone che ancora credono nel cambiamento.
Io che negli anni scorsi ho lavorato a bellissimi progetti, quando neanche si parlava di merito e valutazione, ora vengo "bacchettata" dai lecchini di turno che per colpire il dirigente fingono di costruire, quando invece seminano discordia ed avvelenano l'ambiente.
Non mi curo di loro, guardo e passo, costruisco come una formichina, dove posso, senza lamentarmi, come "L'uomo che piantava gli alberi".
Mi vesto di sorrisi con questi piccoli uomini e donne che mi stanno riempiendo il cuore di amore e provo immensa gratitudine per poter svolgere un compito così importante.
Non guardo più ai bambini con gli stessi occhi, non cerco avidamente di macinare nozioni (per quanto non lo abbia mai fatto)ma provo a suggerire un modello, ispirare, divertire, ascoltare.
Provo io per prima ad imparare un modo nuovo di stare al mondo, ispirandomi proprio alla natura, alla quiete di un bosco in cui ogni elemento ha la sua funzione, svolta in armonia con il resto.
Le foglie cadono una volta finito il loro ciclo vitale, grate all'albero che le ha sostenute, e così io accolgo l'alternanza delle stagioni nella mia vita, profondamente.
Ciò che è stato ha avuto una funzione sicuramente benefica nella mia vita.
Si sta per chiudere un anno, e io mi sento felice in un modo mai provato prima.